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Padova Aprile Fotografia 2010
   

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    Enrico Gusella

Una donna chiamata Africa - Fotografie di Orio Vergani


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Padova, Palazzo Zuckermann (corso Garibaldi 33)
mercoledì 11 giugno 2003 – sabato 30 agosto 2003

In mostra una cinquantina di fotografie scattate da Orio Vergani, famoso narratore, drammaturgo nonché uno dei più celebri inviati speciali del "Corriere della Sera", a metà degli anni Trenta, durante i suoi reportage in Africa.
La rassegna fotografica inquadra un aspetto inedito del lavoro di Vergani: il viaggio da Città del Capo al Cairo (1934-1935) da cui sono nati i libri "45° all’ombra" e "Sotto i cieli d’Africa", quello da Massaua a Mogadiscio (1937) narrato nel libro "La via nera", quello in Libia nello stesso anno.
Nella "Storia d’Italia-Annali 2. L’immagine fotografica 1845-1945" (Einaudi Editore), il critico Carlo Bertelli scrive: «Le fotografie di Vergani sono fra le testimonianze più alte del fotogiornalismo di quegli anni».
Vergani si è autodefinito un «pedone viaggiatore». Davvero sembra molto arguta questa sua definizione se solo pensiamo all’etimologia, ai significati del verbo viaggiare e alla fretta, al "mordi e fuggi" dei viaggi d’oggi. "Viaggiare", dunque, per un grande giornalista come Orio Vergani non significava solo vedere posti nuovi e descriverli, ma anche a scoprire e a misurare ogni volta se stesso. La sua concezione del viaggiare è insomma modernissima.
Scrittore e giornalista, dimostra, infatti, di essere un fine, attento osservatore che sa muoversi anche nelle esistenze del variegato continente africano. Riesce così a documentare e a fissare sulla pellicola, realisticamente, la vita quotidiana dei popoli e delle diverse tribù africane con le quali entra in contatto; si innamora dell’Africa, ne prende a cuore le sorti e le problematiche delle sue genti.

Le fotografie

Il suo obiettivo si sofferma sui malinconici e desolati volti delle giovani donne, nonché sui loro uomini e sui sottopagati lavoratori delle miniere. Dagli splendidi bianco e nero traspaiono la fatica e le sofferenze dei popoli di un intero continente. Ma Orio Vergani ci mostra anche un’Africa diversa, immortalando gli sguardi fieri ma dolci delle donne congolesi o sudanesi, o l’eleganza dei guerrieri Scilluk o, ancora, gli intrepidi ascari eritrei di Tobruk.

Note biografiche

Orio Vergani (Milano 1898-1960) è stato narratore, drammaturgo e uno dei più celebri inviati speciali del "Corriere della Sera".
Si calcola che in quarant’anni di giornalismo abbia scritto più di ventimila articoli. A Roma, nel 1924, fondò e diresse il Teatro d’Arte, presieduto da Pirandello, e ne fu il regista e lo scenografo. Nel 1926 la sua commedia Il cammino sulle acque fu messa in scena da Pirandello. Nello stesso anno fu tra i fondatori del premio Bagutta.
Nella narrativa esordì con il volume di racconti Acqua alla gola (1921), seguito nel 1927 da Fantocci del carosello immobile e Soste del capogiro, improntati a un realismo magico che poi Vergani abbandonò per il naturalismo in Io, povero negro (1928) e nei romanzi successivi, tra cui: Levar del sole (1932), Recita in collegio (1940), Udienza a porte chiuse (1957). L’infaticabile produzione giornalistica, che spazia dalla critica letteraria e teatrale al reportage di viaggio e alla cronaca sportiva, è in parte raccolta in volumi: Basso profondo e altre fantasie (1939), Memorie di ieri mattina (1958), Settimana di Dublino (1959) e Abat-jour, pubblicato postumo come i racconti Storie per quattro stagioni, il saggio storico Ciano, una lunga confessione e l’ Alfabeto del XX Secolo (Baldini&Castoldi).

Mostra promossa dall’Assessorato alla Cultura - Centro Nazionale di Fotografia


Mostra a cura di Enrico Gusella
11 giugno 2003 - 30 agosto 2003
da lunedì al giovedì: 10.00-13.00 / 15.00-17.30

Informazioni

Centro Nazionale di Fotografia
Tel: 049 661030
E-mail: cnf@comune.padova.it o gusellae@comune.padova.it
http://cnf.padovanet.it/


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A cura di:
Enrico Gusella

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[ ultimo aggiornamento: 25-06-2018 ]