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Padova Aprile Fotografia 2010
   

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  • Comune di Padova - Settore Servizi istituzionali e Affari generali
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  • e-mail: cnf@comune.padova.it
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  • Coordinatore
    Enrico Gusella

Luchino Visconti e la Basilicata. Fotografie inedite per Rocco e i suoi fratelli


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Scuderie di Palazzo Moroni, Via del Municipio 1
sabato 9 aprile 2005 – domenica 1 maggio 2005

Si inaugura sabato 9 aprile 2005 alle ore 17.30 nelle Scuderie di Palazzo Moroni, la mostra "Luchino Visconti e la Basilicata. Fotografie inedite per Rocco e i suoi fratelli".La rassegna, promossa dall’Assessorato alle Politiche Culturali e Spettacolo - Centro Nazionale di Fotografia in collaborazione con la Provincia di Potenza e l’Associazione dei Lucani nel Veneto "P. Setari", presenta una raccolta di 100 fotografie in bianco e nero, scattate tra il 1959 e 1960 da Luchino Visconti e dai suoi collaboratori durante un viaggio in Basilicata.
Proprio in questa terra a lui sconosciuta, il celebre regista milanese si reca alla ricerca dei luoghi in cui girare il prologo, poi mai realizzato, di Rocco e i suoi fratelli (1960). Visconti si immerge completamente nel "paese degli ulivi, del mal di luna, degli arcobaleni"; il contatto con una realtà così distante lo colpisce profondamente, coinvolgendolo sotto il profilo emotivo. Si tratta della scoperta di un mondo nuovo, di cui il regista vuole catturare anche il più piccolo dettaglio per la costruzione dei personaggi del suo film: i cinque fratelli Parondi, immigrati lucani nella Milano degli anni ’50.
Gli scatti in mostra vanno assunti come documenti che testimoniano la genesi di uno dei più celebri film di Luchino Visconti; l’esperienza dei solchi profondi di quella terra e di quei volti antichi si sarebbe rivelata fondamentale per la traduzione e la trasfigurazione filmica del terribile tema dell’immigrazione. La galleria di immagini che si presenta all’occhio dello spettatore ferma in un istante una civiltà contadina antica e remota, misera ma dignitosa, che aveva affascinato anche celebri fotografi come Henri Cartier-Bresson e David "Chim" Seymour.
Le immagini in mostra rappresentano un intenso "documentario" fotografico sulla Basilicata di 40 anni fa; si tratta di un viaggio nel mondo culturale lucano, un percorso sui luoghi del Meridione più povero e rurale, tra le case e gli abitanti di Matera e Pisticci. Si succedono così i volti affaticati dei vecchi e gli sguardi senza tempo dei bambini; le botteghe di paese e i paesaggi caratterizzati dai tipici calanchi; gli uomini impegnati nei lavori rurali e le loro mogli catturate in momenti di vita quotidiana; i vuoti e scenografici interni dei "sassi" e le irte salite rupestri.
Camminando tra paesaggi lunari e strade antiche, incontrando sfondi e volti arcaici, lo spettatore entra in contatto con un Visconti inedito, quasi dimenticato, riscoperto grazie al racconto di queste fotografie. Il più umile gesto dell’uomo, il suo passo, le sue esitazioni e i suoi impulsi donano poesia e vibrazioni alle cose che li circondano e animano gli scatti in mostra, coinvolgendo lo spettatore in un vero e proprio viaggio fisico ed emozionale alla riscoperta di un’Italia dimenticata.

Biografia

Luchino Visconti nasce a Milano nel 1906 dove frequenta il palco della Scala e si appassiona, fin dalla piu’ giovane età, a musica, teatro e letteratura. Nel 1926 si arruola come soldato semplice e negli anni successivi viaggia spesso. A Parigi conosce Jean Cocteau e Coco Chanel e diventa assistente di Jean Renoir. Nel 1939, dopo la morte della madre, si trasferisce a Roma, dove frequenta i giovani artisti della capitale che si raccolgono intorno alla rivista Cinema. Collabora alla realizzazione di diversi prodotti cinematografici e, nel 1943, gira Ossessione, uno dei primissimi esempi del nascente neorealismo. Contemporaneamente si dedica anche alla regia teatrale, rinnovando la scelta dei repertori e i criteri di regia. Nel 1947 si reca in Sicilia per la realizzazione di un documentario sui pescatori di Aci Trezza; nasce La terra trema, liberamente ispirato ai Malavoglia di Verga. Tra il 1948 e il 1951 si dedica nuovamente al teatro (con capolavori come Un tram che si chiama desiderio) e gira bellissima, con Anna Magnani. Nel 1954 è la volta di un nuovo capolavoro, Senso, omaggio a Verdi e revisione critica del Risorgimento, che suscitò polemiche per il mancato Leone d’Oro alla Mostra del Cinema di Venezia. Nel 1957 gira Le notti bianche, tratto da Dostoevskij, vincendo il Leone d’Argento. Nel 1960 è la volta di Rocco e i suoi fratelli, primo film italiano sul fenomeno dell’immigrazione, per il quale Visconti fu censurato e accusato di oscenità. Risale invece al 1963 Il Gattopardo, dal romanzo di Tomasi da Lampedusa, Palma d’Oro a Cannes. Tra il 1969 ed il 1973 realizza il progetto di una trilogia germanica con La caduta degli dei, Morte a Venezia e Ludwig che, oltre a ribadire il suo interesse per l’Ottocento, costituisce una sorta di testamento spirituale. Dopo essere stato colpito da ictus durante la lavorazione di Ludwig, realizza Gruppo di famiglia in un interno (1974) e L’innocente (1976), i suoi ultimi film prima del decesso, avvenuto il 17 marzo 19



Mostra promossa dall’Assessorato alle Politiche Culturali e Spettacolo – Centro Nazionale di Fotografia di Padova


Mostra a cura di Enrico Gusella
Scuderia di Palazzo Moroni
9 aprile 2005 - 1 maggio 2005

Informazioni

Centro Nazionale di Fotografia

Tel. 049 8721598 / 049 8722531
E-mail:gusellae@comune.padova.it
cnf@comune.padova.it
http://cnf.padovanet.it



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A cura di:
Enrico Gusella

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[ ultimo aggiornamento: 17-08-2018 ]